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proroga sfratti 2021

Proroga degli sfratti: sospesi fino al 30 giugno 2021. Proprietari danneggiati: è legittimo? Cosa fare

Con il decreto mille proroghe, l’esecuzione degli #sfratti, è bloccata per altri sei mesi, fino al 30 giugno 2021. Mentre gli inquilini colpiti pesantemente dalla pandemia, ricevono una tutela a fronte dell’impossibilità di poter pagare i canoni, la sospensione degli atti esecutivi per gli sfratti sale a 16 mesi da marzo 2020. I proprietari di immobili chiedono ai locatori di restituire la disponibilità a causa di morosità. Tuttavia dovranno attendere ancora 6 mesi per l’inizio dell’esecuzione che determinerà la restituzione degli immobili

La proroga del blocco degli sfratti, è “limitatamente ai provvedimenti di rilascio adottati per mancato pagamento del canone alle scadenze. Nonché ai provvedimenti di rilascio conseguenti all’adozione del decreto di trasferimento di immobili pignorati ed abitati dal debitore e dai suoi familiari”.

Dalla proroga sono esclusi, pertanto, gli sfratti per finita locazionele sentenze (o le ordinanze) con cui sia stata disposta la restituzione di immobili occupati senza di titolo oppure sulla base di un titolo invalido o inefficace, nonché, infine, l’ingiunzione rivolta al debitore o al custode di rilasciare l’immobile trasferito all’aggiudicatario in seno al processo d’espropriazione, se non destinato ad uso di civile abitazione del debitore e dei suoi famigliari.

Sebbene sia comprensibile la tutela delle fasce economicamente colpite impossibilitate alla corresponsione del canone di locazione, è palese che una proroga degli sfratti così lunga determini una inaccettabile limitazione del diritto di proprietà privata. Il proprietario, che abbia concesso il bene in locazione al conduttore moroso, viene privato della fondamentale facoltà di godimento materiale dell’immobile nonchè di percepirne i frutti civili a fronte del godimento concesso.

 Questa misura può trovare giustificazione nell’esigenza di protezione dei conduttori o degli affittuari che, in ragione delle difficoltà economiche provocate dall’emergenza epidemiologica, abbiano perduto occupazione lavorativa o mezzi di sostentamento per il pagamento del canone. Tuttavia,  non è proporzionata perché investe indistintamente tutti i provvedimenti di sfratto per morosità e, dunque, anche quelli convalidati per inadempimenti di non scarsa importanza verificatisi in epoca anteriore alla dichiarazione dello stato di emergenza.

Non è ragionevole sottoporre allo stesso trattamento normativo situazioni estremamente diverse sotto i profili del bisogno e del merito (morosità colpevole e morosità volontaria, inadempimenti pregressi, coevi e successivi all’epidemia, immobili residenziali, commerciali ed alberghieri, etc…);

Tra l’altro, tale scelta legislativa  non è proporzionata perché investe indistintamente tutti i provvedimenti di sfratto per morosità e, dunque, anche quelli convalidati per inadempimenti di non scarsa importanza verificatisi in epoca anteriore alla dichiarazione dello stato di emergenza (che, con tutta verosimiglianza, considerando la lunghezza dei procedimenti, sono la netta maggioranza).

Tra l’altro, tale #proroga crea i presupposti per la paralisi delle locazioni immobiliari, dissuadendo i proprietari dal concedere in locazione i loro beni se non a canoni elevati ed in presenza di garanzie elevate.

Consiglio di rivolgersi ad un #avvocato per predisporre ogni atto necessario per ridurre i danni da tale blocco. E’ bene chiarire che i canoni resteranno comunque dovuti, pertanto, la proroga ritarda solo per tutti un danno economico, ancor più grave perchè privo di reali ristori