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Separazione e pernottamento: Da che età un figlio piccolo può dormire con il padre?

Da che età un figlio piccolo può dormire con il padre?

Questa è una domanda ricorrente tra le coppie che si stanno separando. Il desiderio di un papà separato è più che legittimo, come ancor più legittimo è il diritto di un figlio di poter avere un spazio e tempo adeguati per un rapporto sano e duraturo con il genitore. Dall’altra parte, esistono i timori delle madri sulla permanenza notturna di figli molto piccoli presso il padre.

Sono da sempre contraria ai pregiudizi circa la capacità del genitore-padre di poter accudire i figli anche in ore notturne. Ho avuto esperienza di assistere e difendere numerosi papà che hanno dimostrato una profonda capacità di accudimento della prole minore, sin dalla tenerissima età.

Ritenere, a priori, superiore la capacità della madre di accudire i figli è una posizione oramai anacronistica e priva di fondamento.

Ogni caso va valutato attentamente e richiede un necessario discernimento sull’effettivo interesse dei figli.

L’affidamento dei figli

Il primo nodo da sciogliere quando una coppia con figli si separa è a chi verranno affidati i figli, con chi vivranno e chi passerà più tempo con loro. Nel rispetto del “principio della bigenitorialità”, tutte le volte che è possibile e che non ci siano pregiudizi per i minori, i giudici riconoscono l’affidamento condiviso, ossia ad entrambi i genitori. Nello stesso provvedimento stabiliscono il genitore con cui i figli dimoreranno e le modalità e i tempi in cui incontreranno l’altro, la suddivisione delle vacanze natalizie ed  estive o qualunque altra indicazione utile a gestire al meglio la nuova vita familiare.
Il principio della genitorialità”, indica che il minore ha diritto a conservare relazioni durature e significative con entrambi i genitori e le rispettive famiglie, un diritto che non viene meno neanche quando i coniugi si separano.

Sull’affidamento e le sue varie forme: condiviso, esclusivo e superesclusivo ho scritto ampiamente nel manuale che potrete leggere qui

Pernottare presso la casa del papà

Il pernottamento per una serata o per il weekend a casa di un genitore rientra tra le modalità che consente l’esercizio della responsabilità genitoriale che permette al figlio o ai figli di preservare la relazione affettiva con entrambi. Pertanto, se non sussiste un reale e comprovato pregiudizio ai minori, il giudice può disporre che i bambini prenottino presso l’altro genitore, a meno che non sussistano particolari esigenze dello stesso che ne impediscano la a permanenza in un’abitazione diversa da quella di residenza. Non esiste, quindi, una legge che indica in maniera netta e indiscussa un limite d’età per poter dormire a casa del genitore non collocatario, che per una sorta di maternal preference nei tribunali italiani, è quasi sempre il padre. I giudici valutano, di volta in volta, caso per caso, gli interessi del minore e la situazione complessiva della famiglia.

La stessa Corte di Cassazione è intervenuta più volte in cause di separazione in cui uno degli argomenti discussi era proprio il pernottamento del minore presso l’altro genitore, in particolare, del papà. Taluni tribunali, con orientamenti non condivisibili e anche un pò obsoleti, non riconoscono il diritto al pernottamento sino ai tre anni.

Per il genitore che si oppone non è sufficiente indicare che l’altro è incapace di prendersi cura del figlio perché molto piccolo.

E’ necessario dimostrare che esiste un pregiudizio per il minore. Qualora, ad esempio, il bambino ha bisogno di essere allattato anche di notte, o non è stato ancora svezzato, sussiste in questa situazione la necessità del figlio che impedisce il riconoscimento di un ampio diritto di visita comprensivo del pernottamento.

In una recente ordinanza della Cassazione, si sottolinea come “la sola tenera età” dei bambini non può limitare a priori il diritto di visita del genitore non collocatario. Il pernottamento a casa del papà può essere vietato o ridotto solo nel caso in cui arrechi un danno o un disagio grave ai figli.

In tutti gli altri casi, dormire con il genitore non collocatario contribuisce a costruire e sviluppare il rapporto genitore-figli, garantendo un sereno sviluppo dei figli. E’ possibile constatare una sempre maggiore apertura verso il riconoscimento di un diritto al pernottamento in favore dei papà anche con i figli in tenera età. Si assiste ad una concreta apertura verso un modello più flessibile e moderno di affido, superando le tendenze giurisprudenziali, sia pur in assoluto non preclusive a soluzioni diverse, che ritengono astrattamente compatibile il pernottamento del minore presso il padre in relazione al rigido parametro dell’età evolutiva (ad esempio 4 anni).

Abbiamo ottenuto più di un provvedimento che ha riconosciuto un ampio diritto di visita, pressocchè paritetico, tra i due genitori, con un diritto al pernotto anche di un minore di pochi mesi, non soggetto ad allattamento materno.

Affinché la separazione non causi troppi disagi ai figli, ascoltare i bambini e seguire i loro desideri,  soprattutto quando i minori hanno sviluppato una propria capacità di discernimento, sarà certamente un’ottima soluzione.

Affidarsi a professionisti esperti è certamente il primo passo per garantire una composizione del conflitto tra le parti ed una difesa che non lasci nulla all’approssimazione.

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