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amante rivela alla moglie il tradimento

Amante rivela alla moglie il tradimento del marito: è reato?

L’amante abbandonata o stanca di essere la seconda attrice, decide di rivelare alla moglie che il marito la tradisce. Decide di girarle messaggi, conversazioni, foto tra lei e il marito fedifrago. Commette reato?
Non è difficile trovare nei casi di separazione queste ipotesi.
Il marito traditore viene smascherato dalla amante abbandonata. La moglie, rivelato il tradimento, decide di separarsi.
Si tratta di condotte che mettono a rischio e distruggono famiglie, che possono costare caro anche a causa delle reazioni spesso violente o dei risvolti psicologici, oltre che patrimoniali, causati da liti, separazioni e divorzi.

L’amante ha commesso reato?

Secondo una sentenza della Cassazione, se l’amante rivela il tradimento alla persona tradita attraverso un sms sullo smartphone, commette reato di molestia. La molestia può essere arrecata anche mediante l’invio di brevi messaggi di testo, trasmessi attraverso il telefono. 
Ma il reato non si configura sono nel caso di invio di sms, ma anche di telefonate.
Secondo i giudici della Cassazione, integra il reato di molestie la condotta di chi, con diverse telefonate, contatta la moglie o la compagna del traditore riferendole di presunte relazioni extraconiugali intrattenute dal di lei marito/convivente con con altra/e donna/e. La natura molesta e petulante delle chiamate è derivata dalla forma anonima delle telefonate, dal contenuto delle informazioni riferite.

Altri reati configurabili

Se le persecuzioni dell’amante diventano ossessive e perduranti può scattare anche il reato di stalking.
A ciò si aggiunge che se la comunicazione dell’altrui tradimento fatta dall’amante non investe solo il partner ufficiale del traditore, ma anche terzi può scattare il reato di diffamazione poiché, seppur la relazione adulterina è reale, la sua stessa essenza ha certamente una portata infamante e non costituisce un fatto di interesse pubblico tale da meritare la diffusione. Comunicare ad altri l’altrui tradimento comporta un danno alla riservatezza e all’intimità sessuale delle persone offese con ampiezza, durata e carica spregiativa tali da rendere i messaggi stessi idonei a creare nei medesimi crescenti stati di disagio, imbarazzo, mortificazione, sfociati in un perdurante e grave stato di ansia».

E se l’amante si limita a minacciare di rivelare il tradimento?

Se l’amante minaccia di rivelare il tradimento ma non lo fa ancora, magari subordinando la diffusione di tali dati a delle richieste all’altra persona, in questi casi può scattare il reato di minaccia ed è possibile denunciare l’amante.

Alcune pronunce

– Cassazione I penale n. 28852/09:  condanna per molestie per una donna che, abbandonata dall’ amante, si era vendicata inviando sms “informativi” alla di lui convivente. La donna si era difesa lamentando che la relazione era gia’ stata scoperta da tempo e che i suoi sms erano irrisori: la molestia, precisano gli Ermellini, può essere arrecata anche mediante l’invio di brevi messaggi di testo.
– Cassazione n. 28493/15: confermata la condanna per molestie nei confronti di una donna che, mediante tre distinte telefonate, aveva rivelato l’adulterio dell’ex amante a sua moglie. In questo caso la donna si era difesa sostenendo che le telefonate erano state lunghe e non assillanti, in quanto la persona offesa aveva avuto interesse alle informazioni.I giudici respingevano l’ argomentazione difensiva in quanto l’atteggiamento della persona offesa “non poteva essere interpretato come acquiescenza, tenuto conto della importanza delle rivelazioni che le erano state fatte”. 
– Cassazione n. 29826/2015: condanna per stalking per l’ amante abbandonato che, oltre a informare il marito tradito della sua precedente relazione con la moglie, la rendeva di dominio pubblico (anche sul luogo di lavoro) con lettere anonime, descrizioni particolareggiate dei rapporti sessuali, insinuazioni circa la reale paternita’ biologica dell’ ultimo figlio. Il tutto accompaganto da sms offensivi e scritte offensive sui muri.Non poteva mancare la conferma della condanna penale. E non contava se i messaggi fossero fondati o meno: erano comunque tali da danneggiare gravemente la riservatezza , l’ intimita’ e la serenita’ della coppia.

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