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assegno di mantenimento

Se non pago l’assegno di mantenimento per mio figlio, posso perdere l’affidamento?

Si può perdere l’affidamento del figlio se non si paga il mantenimento?

Ebbene si! Per la giurisprudenza, il perdurante inadempimento nel versare il mantenimento è indice di una totale indifferenza verso il benessere del minore che poco si concilia con la potestà genitoriale.

L’assegno di mantenimento è la somma riconosciuta a carico del genitore non collocatario che va versata al genitore convivente per contribuire ad assicurare un vita dignitosa, soddisfare le esigenze vitali del figlio e del suo sereno sviluppo psicofisico

Recentemente, nella sentenza 917/2020, la terza sezione civile del Tribunale di Brescia ha deciso per l’affidamento esclusivo del figlio alla madre, tra l’altro proprio a causa di un inadempimento all’obbligo di mantenimento.

Il provvedimento di affido esclusivo in conseguenza dell’inadempimento persistente del genitore obbligato è frutto di una attenta valutazione del comportamento del genitore. Non essere in grado di corrispondere l’integralità della somma per serie e comprovate difficoltà economiche è circostanza ben diversa dal disattendere volutamente gli obblighi imposti di provvedere ed educare i figli.

Nel mio percorso professionale, difendo molti genitori obbligati, che talvolta corrispondono cospicui assegni di mantenimento anche senza riuscire a vedere i propri figli per comportamenti ostruzionistici dell’altro genitore. Tuttavia, l’obbligo di mantenere un figlio prescinde dall’esercizio del diritto di visita.

Sottrarsi completamente agli obblighi di mantenimento in maniera volontaria e persistente è indice di una incapacità genitoriale che determina certamente un danno al figlio.

Stante l’inosservanza dell’obbligo di assistenza morale e materiale nei confronti dei figli, la madre era stata costretta a rivolgersi al datore di lavoro dell’ex per ottenere un ordine di pagamento relativo al mantenimento non versato. Il giudice, non essendosi il padre curato del figlio dopo la fine del matrimonio, ritiene dunque di derogare al regime ordinario di condivisione e, tra l’altro, prevede che in caso di riavvicinamento, il genitore dovrà rispettare le esigenze del minore.
Una decisione non dissimile a quella adottata dal Tribunale di Roma con decreto del 16 giugno 2017 (Pres. Mangano, rel. Velletti): nel caso esaminato dal giudice capitolino, dal momento della cessazione della convivenza, il padre aveva visto saltuariamente la figlia e non aveva ottemperato agli obblighi di mantenimento. Elementi che, assieme ad altri, confermano l’inadeguatezza del padre a prendersi cura della prole e ad esercitare correttamente il proprio ruolo genitoriale. Di conseguenza viene confermato l’affidamento esclusivo alla madre.

Il genitore che non riceve l’assegno può dar luogo ad un procedimento per la dichiarazione di affido esclusivo o in casi gravi anche di decadenza dalla responsabilità genitoriale.

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