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Separazione, divorzio e Servizi Sociali: tutto ciò che c’è da sapere per essere attori e non vittime di un sistema

Nel corso di un procedimento di separazione e divorzio, allorquando la situazione conflittuale e problematica lo richieda, è sovente che la magistratura richieda l’intervento dei Servizi Sociali competenti per territorio. I compiti assegnati e richiesti dal giudice possono essere molteplici. Tuttavia, sempre più spesso, il cliente è spaventato da tali figure, ritenendole come il male assoluto dei nuclei familiari in disgregazione.

E’ necessario sottolineare che l’azione dell’assistente sociale deve essere svolta nel rispetto di tutti i diritti universalmente riconosciuti e sulle qualità originarie di ogni singolo soggetto

Quali sono i principi del Servizio sociale

Principio di autodeterminazione: il servizio sociale valorizza la libertà come risorsa fondamentale, che deriva dal rispetto che va garantito ed assicurato alla persona, tale principio dovrà essere presente in ogni momento del processo di aiuto e in ogni relazione instaurata dall’assistente sociale.

coinvolgimento della persona in modo attivo.

decidere liberamente e con responsabilità

valorizzare autonomia e tener conto dei propri limiti

non esprimere giudizi di valore in merito alla situazione in cui si trova la personale: l’assistente sociale non può esprimere giudizi di valore sulla situazione che l’individuo sta affrontato per non fargli vivere il fallimento diminuendo la sua autostima. Al contrario è essenziale che l’assistente sociale riesca a creare durante i colloqui un’atmosfera di disponibilità all’ascolto e alla comprensione. Ciò sarebbe la base per creare un possibile rapporto di fiducia, in cui l’utente-cliente riesca ad acquisire una maggiore fiducia in se stesso.

instaurare un rapporto di fiducia con ascolto e comprensione;

conoscenza scientifica per l’intepretazione del comportamento umano. L’assistente sociale deve disporre di una conoscenza approfondita degli elementi teorici appartenenti a più aree scientifiche, necessari per l’interpretazione del comportamento umano. Ciò è essenziale per riuscire a mettere in atto una personalizzazione dell’intervento per promuovere autonomia e responsabilità.

personalizzazione degli interventi. L’unicità e la soggettività di ciascun utente-cliente deve essere riconosciuta dall’assistente sociale per poter effettuare un intervento adatto al soggetto.

evitare ogni discriminazione riconoscendo pari opportunità ed eguali diritti alle parti coinvolti.

L’assistente sociale deve considerare e accogliere la persona come “unica e distinta da altre analoghe situazioni” e deve saperla collocare “entro il suo contesto di vita, di relazione e di ambiente”. È essenziale tener presente, appunto, che la persona vive all’interno di una fitta rete di relazioni tra diversi sistemi e che è, quindi, in stretto contatto con concetti di interdipendenza e continuità. È proprio nei rapporti con l’esterno, però, che le persone possono incontrare delle difficoltà che le portano ad una condizione di “crisi”, infatti spesso il problema è proprio la rottura, la mancata integrazione fra le parti di cui sono composte, che minaccia la loro autonomia e distorce le relazioni sociali.

Pertanto il compito dell’assistente sociale è quello di cercare di ricostruire tali legami per ricomporre prima di tutto l’unitarietà della persona.

Purtroppo non sempre la storia delle famiglie e coppie in crisi racconta di esperienze positive secondo i principi suddescritti

Se stai vivendo una storia drammatica con coinvolgimento dei Servizi Sociali, scrivici la tua storia a avvocatodicaprio@gmail.com oppure prenota una consulenza o videoconsulenza al numero 800660817

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