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E’ reato fingere di essere innamorati. Mentire sui sentimenti è truffa: ecco quando.

La Cassazione ha delineato un vero e proprio “reato romantico” che si concretizza allorquando un soggetto finge di provare dei sentimenti per l’altra persona allo scopo di ottenere un vantaggio, che molto spesso è il danaro.

Per parlarsi di truffa sentimentale è necessario fingere e simulare un sentimento affettivo allo scopo di ottenere un proprio vantaggio, sia esso di natura economica, professionale e/o entrambe. Quindi, per poter parlare di un effettivo comportamento ascrivibile al reato di truffa, si deve riscontrare un nesso causale tra l’attuazione di un inganno da parte del truffatore e l’errore della vittima: ossia il fatto che quest’ultima, convinta dalle false prospettazioni presentate dal (presunto) partner, si trova ad effettuare disposizioni patrimoniali che, altrimenti, non avrebbe eseguito.

Nel caso affrontato dalla cassazione, all’imputato era contestato il reato di truffa aggravata per avere con artifizi e raggiri, consistiti nell’avviare una relazione sentimentale con la persona offesa (una donna di molto più grande di lui), nel proporle falsamente l’acquisto in comproprietà di un appartamento (e poi di altro appartamento) consegnandole anche fotografie dello stesso, nel richiederle prestiti proponendole la cointestazione di quote societarie, indotto in errore la vittima circa l’effettivo acquisto dell’immobile e sulla situazione economica della propria società facendosi consegnare ingenti somme di denaro, in tal modo procurandosi un ingiusto profitto con pari danno per la donna.

Affinchè si abbia truffa, dunque, la condotta deve consistere non (solo) nel simulare sentimenti d’amore, ma nel coordinare la menzogna circa i propri sentimenti con ulteriori e specifici elementi idonei, insieme ad essa, ad avvolgere la psiche del soggetto passivo in modo da assumere l’aspetto della verità ed a trarre in errore”.Ed infatti, “in casi del genere la truffa non si apprezza per l’inganno riguardante i sentimenti dell’agente rispetto a quelli della vittima, ma perché la menzogna circa i propri sentimenti è intonata con tutta una situazione atta a far scambiare il falso con il vero operando sulla psiche del soggetto passivo. 

In conclusione, non è reato fingere di amare finalizzato a se stesso, ma solo se tale finzione è tesa ad ottenere danaro o altra utilità.

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