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Genitore violento con il coniuge in presenza dei figli: NO all’affido condiviso

L’affido condiviso è certamente la regola, la condizione che consente ai figli di poter godere della bigenitorialità e della corresponsabilità di entrambi i genitori. Ma attenzione!!!

La scelta delle modalità di gestione della responsabilità genitoriale deve rispondere all’interesse del figlio. In alcuni casi, le condotte dei genitori giustificano modalità di affido diverse, addirittura a terzi, come i Servizi Sociali.

E’ questo il caso trattato dall’ordinanza della Cassazione dell’8 Novembre 2021.

Nel caso di specie, la condotta prepotente del padre sulla madre fragile aveva giustificato l’affido del minore i servizi sociali. La scelta del giudice è stata dettata dalla tutela del figlio minore che era costretto ad assistere ai comportamenti prepotenti ed aggressivi del padre sulla moglie caratterialmente debole. La conflittualità dei genitori crea una situazione di disagio per il minore che non rispecchia il suo interesse.

Una eccessiva conflittualità tra i genitori, unitamente ad una condotta aggressiva e violenta, impedisce di optare per un affidamento condiviso in quanto non rispondente all’interesse del figlio minore.

Durante le crisi coniugali, è ricorrente che i coniugi, già di per sé litigiosi, assumano condotte tese ad aumentare la conflittualità, ad affermare le proprie ragioni, a strumentalizzare frasi, silenzi. Spesso ciò accade nella piena inconsapevolezza della direzione che si sta prendendo. Arrivano con migliaia di email, messaggi, comunicazioni per crearsi realtà ed alibi. Quanto tempo sprecato e sottratto ai figli, a sé stessi, alla felicità

Ai miei assistiti chiedo sempre, quando ravvedo una eccessiva conflittualità, quale è l’obiettivo che si pongono nel percorso separativo.

Chiedetevelo. E siate sinceri con voi stessi. Quale è il vostro obiettivo?

Molti di voi, in maniera anche un pò ipocrita, risponderanno: ottenere giustizia!

Ed è proprio sull’errato convincimento del contenuto della “giustizia” che continuate a cavalcare processi inutili e dispendiosi, assumendo condotte che vi porteranno lontani dai vostri obiettivi, dalla “giustizia” per voi e per i vostri figli.

Il primo step è iniziare ad intraprendere un percorso serio, soprattutto se la vostra crisi coniugale si presenta molto conflittuale. Un percorso serio, seguito da professionisti, avvocati e consulenti, di esperienza e di coscienza.

Confesso che talvolta non ho assunto incarichi, nonostante mi fosse stato proposto un lauto compenso professionale, laddove ho intravisto obiettivi del cliente lontani dal benessere dei figli e di se stesso. Si! Perché talvolta si è talmente accecati dall’odio, dal desiderio di vendetta, dalla sete di “vincere” una battaglia che avete già perso, che non ci si rende conto della devastazione che si determina.

Se desiderate capire davvero quali sono i vostri obiettivi ed avere la consapevolezza se sono quelli giusti, affidatevi ad un avvocato matrimonialista esperto. Che possa guidarvi, indicarvi la strada, predisporre le difese.

Non abbiate l’arroganza di sapere più degli avvocati, dei giudici, degli operatori di giustizia. Siate strateghi. Vincerete le vostre “battaglie”

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