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La frequentazione paritaria dei genitori deve essere la regola. La Cassazione lo conferma di nuovo con un recente provvedimento.

Solo gravi ragioni ostative possono impedire la frequentazione paritaria dei genitori con i figli. E’ quanto ha stabilito la Cassazione in un recente provvedimento.

Eppure nelle aule di molti tribunale di ogni parte di Italia, continua ad applicarsi una alternanza con i figli con un genitore prevalente con cui gli stessi trascorrono la maggior parte del tempo.

Con l’ordinanza n. 1993 del 24 gennaio 2022 la Corte di Cassazione si occupa nuovamente della problematica relativa alla permanenza dei figli con l’uno o l’altro genitore nella #separazione o #divorzio della coppia.

Nel caso di cui si è occupata la Corte, il Tribunale, in contrasto con l’accordo delle parti, aveva ridotto i periodi di permanenza tra il figlio ed il padre.

Come da costante orientamento della Corte, in tema di separazione personale tra coniugi e di divorzio – ed anche con riferimento ai figli di genitori non coniugati – il criterio fondamentale cui devono ispirarsi i relativi provvedimenti è rappresentato dall’esclusivo interesse morale e materiale dei figli (previsto in passato dall’art. 155 C.c. e ora dall’art. 337 ter c.c.), con la conseguenza che il giudice non è vincolato alle richieste avanzate ed agli accordi intercorsi tra le parti e può quindi pronunciarsi anche “ultra petitum”.

Il regime legale dell’affidamento condiviso, tutto orientato alla tutela dell’interesse morale e materiale della prole, deve tendenzialmente comportare, in mancanza di gravi ragioni ostative, una frequentazione dei genitori paritaria con il figlio: nell’interesse di quest’ultimo il giudice può individuare un assetto che si discosti da questo principio tendenziale, al fine di assicurare al minore la situazione più confacente al suo benessere e alla sua crescita armoniosa e serena.

Da ciò la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza della Corte di Appello con la quale venivano ridotti i giorni di permanenza tra il figlio ed il padre senza una reale motivazione circa le ragioni ostative a tale frequentazione paritaria.

Il riconoscimento di affidamenti paritari è certamente ancora lontano dall’avvenire in numerosi tribunale dove ancora assestiamo ad una maternal preference, ovvero ad una scelta di un genitore prevalente sull’altro.

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