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contratti di convivenza

Non vuoi sposarti? Rivolgiti ad un avvocato per un contratto di convivenza


Molte coppie decidono di non contrarre matrimonio. Sono quelle coppie Si tratta delle coppie definite in convivenza more uxorio ovvero coppie di fatto. La tutela dei componenti può avvenire attraverso la stipula di un contratto di convivenza Altro dubbio che risolveremo è: dopo quanti anni di convivenza si diventa coppia di fatto.

La “coppia di fatto”, affinché si possa definire tale, deve avere i requisiti della stabilità e della comunanza di vita e di affetti.

Vediamo come si possano tutelare i diritti nascenti da una convivenza di fatto e con quali strumenti.

Attualmente, mancando in Italia una legge che disciplini la convivenza. L’unica forma di tutela si esplica attraverso lo strumento del “contratto di convivenza” con cui possono essere tutelati alcuni dei diritti storicamente negati alle coppie di fatto.

Cosa è il contratto di convivenza

I contratti di convivenza sono accordi stipulati tra le parti per disciplinare gli aspetti patrimoniali possono essere sottoscritti da persone maggiorenni – anche dello stesso sesso – unite da un legame affettivo e conviventi di fatto. È importante che a) la convivenza sia stabile e continuativa b); i conviventi non siano legati tra loro da rapporti di parentela, di affinità o di adozione; c) i conviventi non siano impegnati in un matrimonio o un’unione civile (tra di loro o con altre persone).

Per essere opponibili a terzi, è necessario che il notaio o l’avvocato può trasmetterne copia, entro i successivi 10 giorni, al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe.

Requisiti del contratto di convivenza

I requisiti del contratto di convivenza prevedono necessariamente la  forma scritta a pena di nullità. Inoltre devono essere stipulati con atto pubblico (notaio) o scrittura privata autenticata da un avvocato od un notaio.

L’avvocato o il notaio che autenticano la firma delle parti, devono controllare che nel contratto non siano inserite clausole o pattuizioni contrarie all’ordine pubblico o alle norme imperative. Entro 10 giorni dalla stipula, il professionista dovrà trasmetterne copia del contratto al comune di residenza dei conviventi ai fini dell’iscrizione all’anagrafe.

Il contratto di convivenza non può essere sottoposto a termine o condizione. Ad esempio, non è ammesso il contratto stipulato a condizione che uno dei due conviventi non abbia una relazione extraconiugale per tutta la durata della convivenza oppure che non si concepiscano figli etc.

Il “contratto di convivenza” dovrà essere redatto avvalendosi della consulenza dell’avvocato specializzato in diritto di famiglia.

È uno strumento che offre alla coppia la possibilità di stabilire una serie di diritti tra cui: il diritto di abitazione, il diritto di versare mensilmente al convivente una somma di denaro, di essere assistiti dal convivente in caso di malattia, di conferirgli dei diritti successori per testamento. Quando invece si ufficializza l’unione, registrandola in Comune, si instaura una convivenza di fatto. Pertanto attraverso un apposito accordo denominato contratto di convivenza la coppia può regolare i rapporti personali, economici e patrimoniali.

Con il contratto di convivenza la coppia disciplina le regole della propria convivenza, attraverso la regolamentazione di rapporti economici e patrimoniali ed anche di rapporti personali. L’accordo può disciplinare le conseguenze patrimoniali della cessazione della convivenza e la sua durata coincide con quella del rapporto di convivenza. Dal contratto derivano reciproci diritti ed obblighi, la cui violazione legittima la parte a rivolgersi al Tribunale.

Risoluzione o recesso

Il contratto di convivenza si risolve per mutuo dissenso tra le parti, oppure per recesso di una sola parte, per la morte di uno dei due partner, oppure per il matrimonio tra i conviventi o con altra persona oppure unione civile

In caso di regime patrimoniale della comunione dei beni, la sua risoluzione determina lo scioglimento della comunione medesima.

Dopo quanti anni di convivenza si diventa coppia di fatto

Non esiste un limite minimo temporale per definire una coppia di fatto. Due persone decidono di vivere insieme legandosi affettivamente con una comunione di intenti senza vincolo matrimoniale. Questa è una convivenza che determina una coppia di fatto a prescindere dal tempo della coabitazione.

Se vuoi una consulenza sul tuo caso chiama al numero 800660817 oppure 0815405612

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