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abbandono dei figli: conseguenze emotive sui minori

Genitori e figli: le conseguenze dell’abbandono di un genitore. Il vuoto emotivo che distrugge i figli

E’ oramai sempre più frequente constatare gli strappi emotivi che i figli vivono all’interno di un nucleo familiare disgregato. All’interno del conflitto che si scatena per una separazione, i figli subiscono il distacco da una delle due figure genitoriali. Molto spesso nella piena consapevolezza di uno dei due genitori, che volontariamente usa i figli contro l’altro, incosciente del dolore che si sta causando.

Come avvocato matrimonialista, è doveroso ricordare ai propri clienti che il ruolo di genitori non cessa con la separazione, ma acquista un significato più ampio.

Quali sono i danni dell’abbandono?

L’abbandono di un genitore provoca un enorme vuoto emotivo in un figlio, che può distrugge la stabilità emotiva dell’intera realtà dei ragazzi.

Le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno dimostrato che i legami affettivi sani garantiscono lo sviluppo di relazioni sane, una buona autostima, la sicurezza e la fiducia negli altri. Diversamente legami insicuri, invece, determinano l’incertezza, la bassa autostima e la sfiducia nelle persone che ci circondano.

Un legame affettivo negativo tra genitori e figli provoca comportamenti distruttivi e un’angoscia enorme.

Ci sono molti tipi di abbandono

Vediamo i più comuni:

  • Il genitore emotivamente assente, ma fisicamente presente. Questa forma è molto ricorrente.
  • Il genitore che vi ha abbandonati prima, durante o dopo l’infanzia. Il dolore dell’abbandono fisico ed emotivo, è difficile gestire. D’altronde, come accettare che una persona che dovrebbe accompagnarvi per la la maggior parte della vostra vita decida di allontanarsi da voi?
  • Il genitore che vi ha abbandonati fisicamente o affettivamente durante la gioventù o l’età adulta. Questa è considerata una forma di tradimento.

Non è facile accettare che uno dei propri genitori, punto di riferimento per eccellenza, non sia più nella nostra vita. È per questo che la sua assenza ha una fortissima influenza nella determinazione della evoluzione emotiva del figlio.

È possibile che, a seconda della nostra posizione nella gerarchia familiare, un altro membro della famiglia si assuma il ruolo di genitore, pur senza esserlo, per compassione o per necessità. Può anche accadere che siamo noi i primi a sentire il bisogno di gestire certe situazioni.

Ma cos’è un genitore?

La cosa più naturale è pensare che il genitore emotivo sia anche colui che ci ha dato la vita; tuttavia, non è sempre così.

  • Se il genitore viene a mancare in tenera età (0-6 anni), secondo le teorie psicoanalitiche, sarà difficile raggiungere la pienezza emotiva tipica di questa tappa in cui siamo impegnati a crescere.
  • Se l’abbandono ha avuto luogo nella seconda parte dell’infanzia (6-12 anni), la capacità di consolidare la base dell’attaccamento sano sarà minata, se non distrutta. Nel corso dell’adolescenza, fase in cui è fondamentale avere un appoggio, un punto di riferimento e limiti ben definiti, il processo di costruzione di un’identità solida sarà profondamente destrutturato.
  • L’infanzia e l’adolescenza sono momenti evolutivi in cui la personalità non si è ancora ben strutturata, dunque l’ansia, la tristezza e il dolore di una perdita segnano profondamente il modo di essere e di relazionarsi con gli altri. Per questo motivo, è un fatto particolarmente traumatico che segnerà l’essenza e la capacità di interagire con gli altri.
  • Quando l’abbandono si verifica nel corso della gioventù o dell’età adulta, l’elaborazione necessaria acquisisce diverse sfumature. L’assenza e l’abbandono da parte del genitore provoca delle incongruenze nella personalità e nella capacità di instaurare relazioni.

Elaborare e gestire il segno lasciato dall’abbandono da parte di un genitore richiede il perdono individuale e familiare, cosa non sempre semplice.

Se il nostro nucleo castiga continuamente la figura materna o paterna, se notiamo dolore nel genitore rimasto, nei nostri fratelli o nei nostri nonni, se vi è manifestazione continua di rabbia contro il genitore abbandonico, la sofferenza sarà sempre presente nei figli.

Dal punto di vista giuridico, l’abbandono dei figli, dal punto di vista morale e materiale, determina una irreversibile violazione degli obblighi dei genitori di educazione, mantenimento ed istruzione dei figli, con possibile perdita della responsabilità genitoriale.

La giurisprudenza riconosce un danno ingiusto ai figli, abbandonati o, comunque, non seguiti affettivamente ed economicamente.

 I figlio stesso avrà diritto a richiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti al dolore sofferto per la privazione prolungata di cura, affetto e amore.

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fonte: lamenteèunacosameravigliosa

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