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Come calcolare l’assegno di mantenimento

Come calcolare l’assegno di mantenimento

E’ una domanda ricorrente quella su come calcolare l’assegno di mantenimento per i procedimenti di separazione o di divorzio. La risposta non è così semplice e scontata.

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Cosa è l’assegno di mantenimento

L’art. 156 del codice civile disciplina l’assegno di mantenimento, che è un provvedimento economico assunto dal giudice o rimesso agli accordi sottoscritti dai coniugi, in sede di separazione.

Tale assegno prevede la corresponsione di una somma di denaro al coniuge economicamente debole a cui non sia addebitabile la separazione o agli eventuali figli nati dal matrimonio o dalla convivenza.

Bisogna distinguere tra assegno di mantenimento a favore del coniuge ed a favore dei figli.

Quando spetta l’assegno al coniuge?

Per poter ottenere l’assegno di mantenimento, secondo la giurisdizione italiana devono quindi verificarsi le seguenti condizioni:

  • Il coniuge beneficiario deve farne richiesta 
  • Al coniuge beneficiario non deve essere stata addebitata la separazione
  • In caso di divorzio, l’ ex coniuge può ottenere l’assegno solo nel caso in cui non disponga di “adeguati redditi propri” o non può procurarseli per ragioni oggettive

Assegno di mantenimento in favore dei figli

 I genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli anche nell’ipotesi di separazione e divorzio, sia che abbiano contratto matrimonio, sia nell’ipotesi della convivenza.

Il mantenimento viene riconosciuto a carico del genitore non “collocatario” cioè non convivente con i figli, sotto forma di assegno mensile, diretto a coprire le spese ordinarie, come abbigliamento, acquisti per la scuola e così via. Su cosa copre l’assegno di mantenimento in questo blog vi è un articolo ad hoc per le specifiche. Il contributo è dovuto per i figli maggiorenni non economicamente indipendenti e per i figli minori.

In caso di separazione legale dei coniugi o divorzio, è previsto anche l’obbligo di contribuire nella misura del 50% al pagamento delle spese mediche e scolastiche straordinarie.Talvolta anche in misura superiore se il divario reddituale è importante. Per l’elenco delle spese straordinarie esistono dei protocolli specifici presso i vari Tribunale di competenza.

L’assegno di mantenimento dei figli avrà vigore sino a che gli stessi non raggiungano l’ autosufficienza economica.

Per il calcolo dell’assegno di mantenimento, non ci sono dei criteri matematici. 

Cosa accade per l’assegno di mantenimento per il coniuge? Il giudice può imporre ad una delle parti l’obbligo di versare un assegno periodico all’atro coniuge che non abbia redditi propri adeguati al fine di conservare il precedente tenore di vita ovvero per il mantenimento dei figli. Il Giudice dovrà considerare: i redditi dei coniugi, le proprietà immobiliari, la disponibilità della casa coniugale, eventuali investimenti e ulteriori fonti di ricchezza.

Certamente sono rilevanti le condizioni economiche, della composizione del nucleo familiare, se il coniuge obbligato ha altri figli a carico.

Dovrà tenere conto altresì dell’attitudine a lavorare dei coniugi.

Relativamente all’assegno di mantenimento per i figli, ciascun genitore è obbligato al loro mantenimento, in misura proporzionale al proprio reddito.

Il Giudice dovrà considerare diversi elementi: i redditi dei coniugi, la disponibilità della casa coniugale, attuali esigenze dei figli, permanenza presso ciascun genitore, tenore di vita tenuto dal minore in costanza di convivenza con entrambi i genitori.

I criteri di calcolo dell’assegno di mantenimento dei figli

Dopo la sentenza della Cassazione, la n. 19299/2020 si possono individuare alcuni criteri di calcolo per l’ assegno di mantenimento dei figli. Deve tenersi conto delle effettive esigenze del figlio; del tenore di vita da lui goduto durante il matrimonio dei genitori; dei tempi di permanenza presso ciascuno dei genitori; dell’ importanza economica dei compiti domestici e di cura assunti dai genitori; delle loro capacità economiche.

I giudici inoltre, nel determinare i criteri di calcolo dell’assegno, fanno riferimento al cosiddetto principio di proporzionalità. Ciò significa che è necessafia una valutazione comparata dei redditi di entrambi i genitori, oltre alla considerazione delle esigenze attuali del figlio e del tenore di vita da lui goduto”. 

La corresponsione dell’assegno di mantenimento non termina con la maggiore età, ma sino a che non si diventa economicamente indipendenti.

Se desideri un calcolo approssimativo puoi provare ad utilizzare il calcolo Remida

E’ necessario tenere in considerazione che dalla separazione spesso sorgono due nuclei familiari distinti, con carichi economici per ciascuno.

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autrice: avv. Luisa Scialla- Studio Legale Di Caprio

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