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mantenimento diretto e affido paritetico minore

Mantenimento diretto e affido condiviso: quando è possibile

Mantenimento diretto e affido condiviso: quando è possibile?

Una delle più grandi sfide di un avvocato matrimonialista è quello di garantire al proprio cliente ed al figlio un affido condiviso, che sia reale.

L’affido esclusivo è oramai una ipotesi eccezionale, riconosciuta dai giudici sono in alcuni casi gravi, in cui risponde all’interesse dei figli minori.  Il cosiddetto affido condiviso è stato introdotto nel nostro ordinamento già nel 2006.

Tuttavia, si è concretizzata la prassi dell’affido condiviso con collocamento prevalente (quasi sempre a favore della madre) che, nella sostanza, non diverge dal vecchio affido esclusivo.

Cosa significa? Un reale affido congiunto determina il diritto dei figli di trascorrere un tempo adeguato e paritetico con entrambe le figure genitoriali. Tale forma di affido può garantire una stabile consuetudine di vita.

Il rispetto del principio della bigenitorialità, inteso quale presenza comune, significa garantire ai figli una serenità di vita e salde relazioni. I minori hanno diritto a mantenere una relazione affettiva con entrambi. E’ fondamentale per la crescita dei figli la presenza comune dei genitori.

Dobbiamo tuttavia chiarire che il mantenimento diretto non è la conseguenza dell’affido condiviso nè di una permanenza paritaria.

Analizzeremo un caso trattato dal nostro studio nel quale abbiamo ottenuto per il nostro cliente un mantenimento diretto

mantenimento diretto e affido paritetico minore
mantenimento diretto e affido paritetico minore

Obbligo del mantenimento

I genitori sono obbligati al mantenimento dei figli e tale onere sussiste per il solo fatto di averli generati.

L’art 315 bis comma 1 codice civile, statuisce che “Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.” L’articolo 316 bis comma 1 cc, disciplina il concorso dei genitori nel mantenimento e stabilisce che questi devono adempiere i loro obblighi di mantenimento nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo.

In sede di separazione e divorzio, il contributo al mantenimento dei figli viene versato dal genitore non collocatario al genitore collocatario, ossia al genitore presso cui i figli vivono prevalentemente.

Vediamo di seguito quando può essere riconosciuto un mantenimento diretto

Collocazione paritaria ed equilibrio economico

Secondo recenti sentenze di vari tribunali italiani, se il figlio trascorre lo stesso tempo a turno con entrambi i genitori va revocato l’assegno di mantenimento previsto, in via provvisoria, a carico del padre in favore della madre. La permanenza paritetica presso il padre esclude il versamento dell’assegno.

Ma attenzione!!

Ci sono però le condizioni per affermare un affidamento paritetico ed il mantenimento diretto.

Qualora sussista una parità economica, quindi un equilibrio economico tra gli ex , è possibile adottare la consequenziale scelta del mantenimento diretto, sospendendo l’assegno in favore del figlio.

Le spese straordinarie sono fissate al 50% e regolate, dal protocollo di intesa dei Tribunale competente.

Purtroppo, molte volte, in caso di separazione o divorzio, un genitore ostacola la presenza dell’altro genitore fino a giungere nei casi più gravi ad escluderlo del tutto dalla vita dei figli.

Nel caso seguito dal nostro studio, siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento di un mantenimento diretto per il genitore non collocatario in virtù dei tempi di permanenza e della parità dei redditi.

Tenuto conto delle abitudini del bambino, ha confermato in via provvisoria le modalità di frequentazione paritarie, determinando per il mantenimento diretto e non disponendo sulla assegnazione della casa familiare

Mantenimento diretto ai figli maggiorenni

Ipotesi diversa è quella del mantenimento diretto in favore dei figli maggiorenni non economicamente indipendenti e conviventi con l’altro genitore o non conviventi. In tal caso, il genitore obbligato può chiedere l’autorizzazione in Tribunale per corrispondere direttamente al figlio l’importo dell’assegno di mantenimento. Tale possibilità può essere prevista anche con un accordo. Attenzione a corrispondere direttamente al figlio senza accordo con l’altro genitore

Quando è possibile il pernotto figlio?

In molti casi, il principale ostacolo alla permanenza presso il padre è il pernotto, soprattutto per i figli in tenera età. Sul blog potrai rinvenire un articolo apposito relativamente a tale argomento

Se desideri una consulenza con un avvocato specializzato in diritto di famiglia, è necessario chiamare al numero 0815405612 oppure nostro carico 800660817

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