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addebito della separazione cosa succede

Addebito della separazione: tutti i casi e le conseguenze

Quando ricorre l’addebito della separazione 

L’ addebitabilità della separazione ad un coniuge è una ipotesi delle separazioni giudiziali.

Nella separazione consensuale, infatti, non vi è spazio per la pronuncia di addebito della separazione.

La separazione giudiziale potrà concludersi con due tipi di sentenza:
a) dichiarazione con addebito della separazione ad uno dei coniugi o ad entrambi
b) dichiarazione di separazione per intollerabilità della convivenza senza alcun riconoscimento di colpa a carico
dei coniugi

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addebito della separazione

Cosa è l’addebito nella separazione?


La separazione con addebito, anche conosciuto “per colpa, è una sorta di “sanzione” che viene comminata ad
uno dei due coniugi per il suo comportamento contrario i doveri matrimoniali, che ha causato l’intollerabilità
della convivenza tra marito e moglie, rendendo quindi necessaria la separazione tra i due.
In caso di separazione giudiziale, il giudice, pronunciando la sentenza di separazione, può decidere a
quale dei due coniugi sia addebitabile la separazione a causa di comportamenti contrari ai doveri che derivano
dal matrimonio.


Chi può chiedere l’addebito?


La separazione con addebito può essere richiesta solamente in una causa di separazione giudiziale. Deve essere espressamente richiesta da uno dei due coniugi, e spetterà poi al giudice valutare se vi sono i presupposti per riconoscerla.
Nel corso del giudizio, deve essere fornita la prova del nesso di causalità tra la violazione dei doveri coniugali (quindi la colpa) ed il naufragio del matrimonio. In assenza di questa prova non potrà essere pronunciata la separazione.
Vediamo quali sono in sintesi doveri coniugali, la cui violazione può determinare addebito di una separazione:
1) obbligo di fedeltà reciproca,
2) dovere di coabitazione,
3) obbligo di assistenza materiale e morale nell’interesse
della famiglia


QUALI SONO LE CONSEGUENZE DI UNA SEPARAZIONE CON ADDEBITO?


Sull’assegno di mantenimento


La prima conseguenza è che il coniuge ritenuto colpevole perde il diritto a ricevere l’assegno di mantenimento,
anche se è coniuge economicamente più debole. Perde dunque il diritto ad essere garantito di un tenore di vita
analogo a quello avuto durante il matrimonio.


Diritto agli alimenti


Il soggetto a cui è stata addebitata la separazione giudiziale mantiene tuttavia il diritto ad ottenere gli alimenti. L’assegno alimentare viene concesso al coniuge colpevole di aver determinato la fine del matrimonio solo in caso di effettivo bisogno e l’importo deve essere il minimo indispensabile per garantire la sussistenza (non quindi per mantenere lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio, come avviene per l’assegno di
mantenimento).


Differenza tra assegno di mantenimento e assegno alimentare.


L’assegno di mantenimento deve garantire al coniuge più debole di conservare un tenore di vita analogo a
quello che aveva prima della separazione. L’assegno alimentare invece serve solo per garantire la “mera
sopravvivenza”, cioè il minimo indispensabile per il sostentamento.


Eredità


Ancora, il coniuge colpevole perde i diritti ereditari verso l’altro coniuge. Quindi in caso di morte del coniuge, non
partecipa all’eredità. La legge prevede, tuttavia, che se il coniuge colpevole percepiva gli alimenti (“assegno
alimentare”) al momento dell’apertura del testamento, abbia comunque diritto a ricevere un assegno vitalizio,
ma solamente in caso di effettivo bisogno. Questo assegno successorio dovrà essere commisurato alle sostanze ereditarie e al numero degli eredi, e in ogni caso non potrà essere superiore all’importo dell’assegno alimentare che percepiva prima della morte del coniuge.


Pensione di Reversibilità


Il separato con addebito ha diritto ad ottenere la pensione di reversibilità solamente nel caso in cui sia titolare di un assegno alimentare a carico del coniuge deceduto.


Indennità di Anzianità e di Preavviso


Il coniuge a cui è stata addebitata la separazione ha diritto ad ottenere l’indennità di anzianità e l’indennità
di preavviso per la morte del coniuge, ma solo nel caso in cui sia titolare di un assegno alimentare. L’indennità
deve essere corrisposta dal datore di lavoro del coniuge deceduto.


Condanna alle spese legali


Il coniuge colpevole viene condannato al pagamento di tutte le spese legali del processo. Deve cioè pagare le
spese dell’avvocato dell’altro coniuge, oltre alle spese del suo avvocato.


Affidamento Figli


Una delle domande che spesso affligge il coniuge “colpevole” della separazione è circa l’affidamento dei
figli.
L’addebito può determinare la perdita dell’affidamento dei figli?
Assolutamente no! Come sempre chiarisco ai miei assistiti, si può essere stati dei cattivi coniugi ma non per
questo si è cattivi genitori.
La pronuncia di addebito non comporta decadenze sull’affido dei figli della coppia. L’addebito non osta neppure al regime di affidamento condiviso della prole.


Risarcimento del danno


La pronuncia di addebito non comporta in automatico che il coniuge colpevole debba risarcire i danni causati all’altro coniuge. Però in alcuni casi il comportamento contrario ai doveri del matrimonio che ha causato la crisi della coppia può aver comportato dei danni, sia sul piano materiale che morale e biologico. Quindi in alcuni casi il coniuge non colpevole, potrebbe introdurre, successivamente e separatamente dalla domanda di addebito, anche quella per il risarcimento danni per la violazione degli obblighi coniugali.
Naturalmente, nel corso del giudizio dovrà essere raggiunta la prova che la violazione degli obblighi familiari hanno determinato un danno concreto al coniuge vittima.

I casi di addebito

violenza domestica, intesa sia come fisica sia morale sia finanziaria. Violazione dell’obbligo della fedeltà, violazione dell’obbligo della coabitazione, eccessiva invadenza dei suoceri, ludopatia, rifiuto ai rapporti sessuali, violazione degli obblighi di assistenza familiare

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