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false accuse al coniuge condannata

False accuse al marito: condannata a pagare 50.000 euro

False accuse al marito: condannata a risarcirlo

Questa è una storia come ce ne sono tante: accuse false per punire il coniuge allontanando i figli

La vicenda ha visto un padre ostacolato per anni dalla ex moglie nel vedere la figlia. Il giudici hanno condannato la donna a risarcirlo per il danno esistenziale in una somma pari a 50.000 euro.

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La storia

Dopo la separazione, l’ex moglie aveva ostacolato ripetutamente il rapporto tra il padre e figlia. Gli stessi servizi sociali, coinvolti per monitorare il nucelo familiare, avevano certificato la condotta ostacolante della donna tra la minore e l’ex marito.  La donna, dapprima, aveva tentato di ottenere un provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale del padre. Successivamente, aveva sporto nei confronti del marito la gravissima denuncia di violenza sessuale verso il figlio, chiedendo e ottenendo l’immediata interruzione di ogni rapporto tra i due.

La denuncia si era subito rivelata falsa. I giudici hanno riconosciuto la lesione del diritto personale alla genitorialità, diritto costituzionalmente garantito dagli artt. 2 e 29 della Costituzione. L’uomo aveva subito una forte sofferenza per non avere potuto assolvere ai doveri verso la figlia e per non aver potuto godere della presenza e dell’affetto della bambina.

I giudici hanno riconosciuto la responsabile della sofferenza nella madre della minore che con il suo comportamento ostinato, caparbio e reiterato , cosciente e volontario, è venuta meno al fondamentale dovere, morale e giuridico, di non ostacolare, ma anzi di favorire la partecipazione dell’altro genitore alla crescita ed alla vita affettiva del figlio“, causando un danno determinato dalla lesione di interessi inerenti la persona e quindi non connotati da rilevanza economica.

Tenuto conto della gravità dei fatti, della lunga durata temporale degli stessi, ai rapporti tra le parti e alla loro personalità, età e condizione socio-culturale, il Tribunale civile di Roma ha condannato la donna al pagamento di 50mila euro, come risarcimento danni.

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