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audizione minore da parte dell'avvocato

E’ vietato per l’avvocato ascoltare i minori nel proprio studio

Nel corso dei processi di separazione, si assiste sempre di più ad un eccessivo coinvolgimento dei minori nel conflitto tra le parti. L’avvocato esperto in diritto di famiglia ha dei precisi doveri in merito, al fine di tutelare, non solo il decoro della professionale, ma anche l’integrità psicofisica dei minori. L’audizione dei minori da parte dell’avvocato è vietata senza consenso.

E’ assolutamente vietato collaborare o fomentare la triangolazione dei figli nel conflitto genitoriale

Vediamo gli obblighi e i divieti del difensore che patrocina cause in materia familiare e minorile.

E’ ammissibile audizione del minore da parte dell’avvocato?

Esistono dei precisi obblighi deontologici dell’avvocato familiarista nell’ascolto del minore

L’ascolto del minore è disciplinato dal nuovo art. 56 del c.d.f. che così stabilisce:

  1. L’avvocato non può procedere all’ascolto di una persona minore di età senza il consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale, sempre che non sussista conflitto di interessi con gli stessi.
  2. L’avvocato del genitore, nelle controversie in materia familiare o minorile, deve astenersi da ogni forma di colloquio e contatto con i figli minori sulle circostanze oggetto delle stesse.

La violazione di tali doveri determina la sanzione della sospensione dai sei mesi ad un anno.

Anche se l’avvocato assiste il minore nei procedimenti civili ne effettua l’ascolto, qualora non vi siano interessi confliggenti, con il consenso degli esercenti la patria potestà e preferibilmente con l’ausilio di esperti (art. 56 cod. deont.).

E’ stato sanzionato con la sospensione l’avvocato che nell’esercizio del suo mandato difensivo, nel caso di un giudizio di separazione tra coniugi, “nell’interesse della propria assistita abbia intrattenuto colloqui con i figli minori della coppia all’insaputa del padre affidatario e in violazione delle disposizioni specialmente impartite dal giudice nell’interesse dei minori stessi”. (Cass., sez, un., 4 febbraio 2009, n. 2637, in Giust. Civ., 2009, I, 860, a conferma della decisione del Consiglio naz. forense, 22 aprile 2008, n. 17).

Quando può avvenire l’ascolto del minore?

Ricordiamo che l’ascolto del minore in tutte le questioni e procedure che lo riguardano (nelle cause di separazione e divorzio) è disciplinato dal d.lgs. n. 154/2013 ed è riconosciuto come un vero e proprio diritto a cui il giudice non può derogare se non con motivazioni specifiche.

Grazie al combinato disposto degli articoli 315 bis e 336 bis c.c., oltretutto, al minore viene riconosciuta una maggiore centralità nei processi in quanto lo stesso deve essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano anche quando si discute del suo affidamento

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