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comunicazioni tra genitori separati

Comunicazioni tra genitori separati

Come procedere alle comunicazioni tra genitori separati riguardo ai figli è un tema molto scottante. Nelle separazioni molto conflittuali, l’assenza di comunicazione può determinare gravi danni alla gestione dei figli compromettendo la loro crescita. Esiste certamente un dovere, un obbligo di comunicazioni tra genitori separati.

Essere in grado di comunicare con l’altro genitore garantisce una crescita sana ai vostri figli.

Come fare se i genitori non riescono a comunicare?

Può accadere che i genitori separati litighino su ogni aspetto concerenente la vita dei figli: iscrizione scolastica, sport da frequentare, medici da interpellare, catechismo, vaccino.

Nei casi più gravi, l’assenza di una comunicazione efficiente tra i genitori separati determina una impossibilità a gestire la bigenitorialità. In taluni casi vi è anche impedimento al diritto di visita.

La legge n. 54 del 2006 ha introdotto nel nostro ordinamento il principio dell’affido condiviso, in virtù del quale entrambi i genitori devono esercitare congiuntamente la responsabilità genitoriale ed assumere le decisioni nell’interesse del figlio.

Al fine di meglio gestire l’affido condiviso è indispensabile che i genitori separati abbiano una buona comunicazione. A tal fine spesso i giudici invitano a sperimentare percorsi di mediazione familiare per facilitare la riduzione del conflitto e l’apertura al dialogo.

E’ valido comunicare per iscritto?

E’ davvero triste notare come spesso la comunicazione tra genitori separati avvenga solo a mezzo messaggi whatsapp o addirittura pec, senza una conversazione dal vivo. A tal proposito, è bene sottolineare che è sanzionabile ex art. 709 ter c.p.c., il comportamento di un genitore il quale pretende che la comunicazione con l’altro genitore avvenga solo tramite i rispettivi avvocati (Trib. Pavia, 19 dicembre 2017).

Cosa accade se vi sono controversie tra i genitori separati?

La normativa ha introdotto il ricorso ai sensi dell’art. 709 ter c.p.c. il quale titola “Soluzione delle controversie e provvedimenti in caso di inadempienze o violazioni”.

Con tale disposizione è possibile ricorrere al tribunale competente allorquando le decisioni di interesse dei figli non vengono assunte a causa del disaccordo dei genitori. In questo caso, il giudice sarà investito, attraverso il ricorso, della valutazione dell’interesse del minore.

E’ ricorrente l’uso di questo strumento quando le comunicazioni tra genitori separati sono carenti o molto conflittuali.

E’ ben chiarire che qualora il giudice ravvisi una eccessiva conflittualità, tale che le parti sono in disaccordo su ogni minima decisione potrebbe anche prevedere una modifica dell’affido del figlio, disponendo ad esempio l’affido esclusivo in favore di uno solo.

L’affido esclusivo, benchè sia una ipotesi eccezionale, è disposto allorquando la mancanza di comunicazione dei coniugi separati, la eccessiva conflittualità paralizzi la vita del minore, non potendosi assumere decisioni nel suo interesse senza dover ricorrere al giudice.

In seguito al ricorso ex art 709 ter cpc il giudice può disporre anche l’ammonizione del genitore poco collaborante oppure di entrambi i genitori

Tale ricorso è ammesso sia nel caso di genitori coniugati sia di ex conviventi non legati da matrimonio.

Depositato il ricorso, il giudice fissa una udienza alla quale convoca le parti vengono convocate personalmente. All’esito dell’ascolto delle parti, il giudicante assume i provvedimenti che ritiene opportuno per il minore.

La norma prevede che il giudice può:

1) ammonire il genitore inadempiente:

2) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore;

3) disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nei confronti dell’altro anche individuando la somma giornaliera dovuta per ciascun giorno di violazione o di inosservanza dei provvedimenti assunti dal giudice.

Pertanto si ammette il ricorso all’art. 614 bis c.p.c. prevedendo una sanzione per ogni giorno di ritardo nell’adempimento o per ogni violazione del provvedimento.  

4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende.

Il provvedimento del giudice che stabilisce una somma giornaliera per ogni giorni di violazione dei provvedimenti è un titolo esecutivo. Un tipico esempio è l’ipotesi in cui il genitore collocatario impedisce il diritto di visita con il figlio.

Per una gestione della responsabilità condivisa, sussiste un obbligo di comunicazione tra genitori separati è fondamentale. Talvolta è importante scendere a compromessi. E’ bene assumere un atteggiamento rispettoso verso l’altro, aiutarsi a vicenda, rispettare gli orari delle visite e non cancellare una visita all’ultimo minuto. Inoltre, dovreste evitare di prendere decisioni importanti su vostro figlio senza prima condividerlo con l’altro. Mettersi in discussione è un primo passo per la gestione migliore di vostro figlio.

Mettere da parte le comunicazioni scritte per la finalità di fornirsi di prove è un atteggiamento assolutamente deleterio. Evitate di utilizzare i figli come messaggeri tra di voi! Fate loro solo del male

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