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rilascio casa coniugale dopo la revoca dell'assegnazione

Rilascio casa coniugale dopo la revoca dell’assegnazione

Come avviene il rilascio della casa coniugale dopo la revoca dell’assegnazione?

L’assegnazione della casa coniugale è in funzione dell’interesse dei figli minori o maggiorenni non autosufficienti che siano conviventi con il genitore collocatario. Ciò significa che il coniuge collocatario, qualora non sia il proprietario esclusivo, non potrà abitare per sempre nella dimora familiare. In caso di revoca, il genitore prima collocatario sarà costretto al rilascio della casa coniugale.

La revoca dell’assegnazione della casa coniugale può avvenire sia in caso di cessata convivenza con i figli sia in caso di sopraggiunta indipendenza economica degli stessi. Questi rappresentano fatti nuovi, modificativi ed estintivi del diritto di abitazione, con obbligo di rilascio della casa coniugale.

In tali casi, qualora non vi sia il rilascio spontaneo della casa coniugale, il proprietario dell’immobile può ottenere il provvedimento giudiziale con cui si dispone la revoca dell’assegnazione in seguito a ricorso per la modifica delle condizioni.

Esecuzione forzata per rilascio

Cosa accade, se nonostante la revoca, il coniuge non rilascia l’immobile?

Secondo la Cassazione, la condanna al rilascio della casa coniugale deve ritenersi implicita nel provvedimento e nella sentenza con cui viene revocata l’assegnazione della casa familiare. Il provvedimento di revoca viene considerato come un vero e proprio titolo esecutivo. Pertanto, l’ex coniuge potrà procedere forzosamente per ottenere la liberazione dell’immobile. Potrà, dunque, iniziarsi una vera e propria esecuzione forzata per il rilascio dell’immobile

Diritto ad indennità di occupazione

Dalla data del provvedimento di revoca dell’assegnazione, il coniuge proprietario o comproprietario ha altresì diritto ad una indennità di occupazione dell’immobile illegittimamente abitato dall’altro. Al fine della quantificazione dell’importo, in mancanza di accordo, il coniuge privo del possesso potrà agire giudizialmente per ottenere una sentenza di accertamento e di condanna al pagamento della somma per l’abusiva occupazione. Dalla data del provvedimento di revoca fino al rilascio della casa coniugale, maturerà il diritto all’indennità.

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