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spese straordinarie non concordate

Spese straordinarie non concordate

Spese straordinarie non concordate

Niente rimborso spese straordinarie se il genitore è estromesso dalle decisioni.

Le spese straordinarie sono voci di costo ulteriori rispetto all’assegno di mantenimento. Sono spesso fonti di grandi confitto. Cosa accade se si affrontano spese extra da cui il genitore è stato estromesso? Secondo i giudici, il padre separato o divorziato non è tenuto a pagare le spese straordinarie per i figli minori o maggiorenni non autosufficienti economicamente se viene estromesso da ogni decisione.

La pronuncia è intervenuta in seguito ad una opposizione ad un decreto ingiuntivo ottenuto dalla madre che non ha concertato con l’ex marito alcun esborso sull’Università dei ragazzi. La controparte non aveva neppure fornito la prova che le prestazioni sanitarie effettuate fossero necessarie e inderogabili al punto da evitare il preavviso all’altro genitore. Così ha deciso la sentenza 2661/22, pubblicata dalla prima sezione civile del tribunale di Salerno.

In particolare, il padre non può essere tenuto a pagare spese soprattutto per i figli, studenti fuori sede che devono trovarsi un alloggio in affitto vicino all’Università

Criteri discretivi

Se nessuna delle spese sostenute dalla madre risulta preventivamente comunicata alla controparte, il padre non è tenuto a corrisponderle.

Non esiste una norma che disponga la distinzione tra spese ordinarie e straordinarie. Secondo la giurisprudenza: le prime soddisfano le normali esigenze di vita, le secondo riguardano eventi imprevedibili o eccezionali. Per una più approfondita disamina rimandiamo ad un articolo apposito. Sussistono alcune ipotesi in cui il consenso non risulterà necessario.

E’ bene verificare se presso il tribunale competente è stato stilato il protocollo delle spese straordinarie. In mancanza potrà farsi riferimento al protocollo del Consiglio Nazionale Forense.

Consultazione preventiva

Il vincolo di solidarietà che lega i genitori/coniugi ai figli sopravvive al divorzio oltre che alla separazione: l’affidamento condiviso implica uguali poteri nella realizzazione di un progetto educativo, morale e culturale per i minori, che non può risolversi nella «passiva acquiescenza» del genitore non collocatario nelle scelte unilaterali compiute dall’altro, ma esige una consultazione reciproca, costante e preventiva. E nella specie la comunicazione è del tutto mancata.

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