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Spese straordinarie per i figli: quando è necessario il consenso

Nella separazione della coppia, oltre al riconoscimento dell’assegno di mantenimento, è prevista per legge la suddivisione delle spese straordinarie per i figli. Salvo non sia stato concordato oppure sia stato previsto diversamente dal provvedimento del giudice le spese straordinarie vanno suddivise al 50% tra i coniugi.

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Cosa sono le spese straordinarie

Per spese straordinarie si intendono le spese relative al mantenimento dei figli che non hanno carattere di ordinarietà e che esulano dall’importo dell’assegno di mantenimento. Si tratta di spese eccezionali e non prevedibili che esulano dall’assegno di mantenimento. Sono tutti gli esborsi necessari per eventi imprevedibili non rientranti nelle normali consuetudini di vita dei figli o comunque non ricorrenti. Tali esborsi non sono quantificabili e determinabili in anticipo. Ed in ogni caso rappresentano un importo non irrisorio rispetto al tenore di vita della famiglia e alle capacità economiche dei genitori (ad es. interventi chirurgici o fisioterapia; spese per occhiali da vista, lezioni private, patente di guida, acquisto di un motorino, ecc.).

La legge non ha previsto un elenco specifico pertanto l’individuazione di tali spese e la loro ripartizione fra i genitori è opera della giurisprudenza.

Quali sono le spese straordinarie

Nei diversi tribunali sono stati stipulati vari Protocolli in materia e da ultimo il Consiglio Nazionale Forense con le linee guida per regolamentazione delle modalità di mantenimento dei figli nelle cause di diritto familiare, 29 Novembre 2017 ha provato a darne una definizione e ad elencarle alcune.

Necessitano di consenso?

Per le spese straordinarie è necessario un preventivo accordo tra i coniugi . Ciò evita conflitti scaturenti da richieste di rimborso sostenute da uno dei due genitori per le spese decise in maniera unilaterale. Tuttavia, vi sono delle spese per le quali non si richiede un previo accordo. Secondo la giurisprudenza della Cassazione (Sentenza n. 2467 del 08/02/2012), non è necessario un previo concerto tra i genitori prima di sostenere le spese straordinarie se esse “costituiscono decisioni di maggior interesse” per il figlio.

Per quanto riguarda le spese straordinarie da concordare, il genitore deve procedere ad una formale richiesta scritta all’altro coniuge. Quest’ultimo se è, dovrà manifestare un motivato dissenso, sempre per iscritto, entro 20 giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Nel caso in cui il genitore non risponda in nessun modo il silenzio verrà inteso come consenso alla spesa.

Per le altre spese straordinarie da concordare preventivamente il coniuge che ne chieda il rimborso, al fine dell’accoglimento della domanda, deve fornire la prova di aver provveduto a consultare l’altro. In caso contrario, si esclude il rimborso.

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1 commento su “Spese straordinarie per i figli: quando è necessario il consenso”

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